STRATEGIE E COMUNICAZIONE

Con HeraLAB lo stakeholder engagement in Italia fa un bel passo avanti

13 gennaio 2014

HeraLAB è il nuovo modello di coinvolgimento degli stakeholder avviato dal Gruppo Hera. Uno strumento innovativo, impegnativo e ambizioso.
Una sfida straordinaria all’avanguardia in Italia.
Con HeraLAB lo stakeholder engagement in Italia fa un bel passo avanti

Il consenso è un fattore di produzione irrinunciabile per le imprese per ridurre o azzerare la probabilità di conflitti, dei relativi costi economici e conseguenti ritardi negli investimenti.

Dialogare conviene, insomma.

 

In tutto il mondo queste pratiche sono oggi ben note alle aziende: nate nel mondo anglosassone si sono poi sviluppate nei diversi paesi, inclusi quelli in via di sviluppo, anche grazie all’attività della Banca Mondiale. In Francia, addirittura, nel 1995 è nata la Commissione Nazionale del Dibattito Pubblico, un’istituzione pubblica con il compito di garantire la qualità e l’obiettività del dibattito pubblico in merito alla realizzazione di opere pubbliche ad elevato impatto ambientale. Il dibattito pubblico è diventato obbligatorio nel caso di progetti che superino una determinata soglia (es. per le autostrade con un costo superiore a 300 milioni o lunghezza superiore a 40km) e comunque attivabile in ogni caso dal Ministero dell’Ambiente.

 

HeraLAB nasce per potenziare la capacità di ascolto e, quindi, di risposta mirata alle aspettative dei diversi interlocutori del Gruppo Hera e nei diversi territori in cui l’azienda opera. È uno strumento che si aggiunge alle già numerose iniziative di coinvolgimento degli stakeholder promosse dal Gruppo e che in un certo senso diventa il quadro logico in cui esse si inseriscono e si rinnovano nel tempo.

 

Il LAB ha il compito di definire annualmente una proposta di iniziative di coinvolgimento degli stakeholder, o più in generale, per promuovere e migliorare la sostenibilità dei servizi offerti da Hera, che devono essere formalizzate all’interno di un Piano di iniziative locali.

 

HeraLAB è un progetto innovativo e ambizioso per almeno 3 buone ragioni:

  • È un modello a governance allargata e a geometria variabile. In letteratura abbiamo un’ampia gamma di strumenti di coinvolgimento degli stakeholder declinati in funzione del livello di profondità, dall’informazione fino alla negoziazione, e dell’ampiezza dei temi affrontati. Chi sceglie quale strumento adottare? Tradizionalmente è l’impresa, per quanto non sempre abbia a disposizione un quadro completo delle aspettative di coinvolgimento dei suoi interlocutori né tanto meno gli interessi che le generano. HeraLAB, invece, chiede ai suoi stakeholder di individuare e proporre gli strumenti che meglio rispondano alle loro aspettative, perché siano loro a decidere come venire ascoltati e come ricevere risposte. Per farlo, li invita innanzi tutto a riflettere sull’esigenza di partenza, sugli obiettivi che sono alla base del coinvolgimento perché non esiste in assoluto uno strumento migliore degli altri ma esiste lo strumento giusto per raggiungere l’obiettivo che ci si è prefissati. Inoltre, il modello di HeraLAB è stato concepito per variare nel tempo e nello spazio: gli strumenti di coinvolgimento e l’ampiezza dei temi potranno, infatti, differire da territorio a territorio, e variare nel tempo all’interno del territorio stesso.
  • È centrato sui temi che contano di più. Come evitare che un comitato territoriale promosso da un’impresa si trasformi in un “salotto buono” che trovi nelle relazioni la principale motivazione all’incontro? Assicurando che i temi affrontati siano quelli che davvero contano per le persone. Il lavoro dei LAB parte dall’identificazione dei temi rilevanti in funzione del livello di conflittualità e di interesse ad essi riconosciuto in ciascun territorio. Allo stesso tempo, le proposte di iniziative che il LAB è chiamato a formulare devono essere correlate ai temi identificati come rilevanti perché esprimono una priorità di intervento che l’impresa non può non prendere in considerazione.
  • Mira a creare una base di conoscenza comune. La prima tappa del LAB si chiama “Conoscere”. E’ una fase fondamentale perché è quella in cui Hera contribuisce a fornire ai partecipanti al LAB gli elementi utili per comprendere l’ambito di riferimento dell’attività che saranno chiamati a svolgere, a partire dall’informazione sui progetti di sostenibilità, già realizzati da Hera o in programma, nel territorio di riferimento. Il LAB è, infatti, anche uno spazio in cui Hera può comunicare, diffondere e promuovere i risultati conseguiti e gli obiettivi futuri nei singoli territori, nelle tre dimensioni della sostenibilità: economica, sociale e ambientale. In questo senso, HeraLAB è un’occasione per aumentare la conoscenza e la consapevolezza della comunità locale sui servizi offerti dal Gruppo e sullo scenario di riferimento, promuovendo la creazione di una base di conoscenza comune.

 

Un progetto ambizioso per funzionare ha bisogno di regole chiare, semplici e soprattutto che tali regole siano comprese e condivise da tutti coloro che vi prendono parte. Il Regolamento, in cui sono descritte le caratteristiche, le finalità e le modalità di funzionamento dei LAB, rappresenta la spina dorsale dell’iniziativa.

 

Non perdiamo però di vista il fatto che l’ascolto e il dialogo sono processi bi-direzionali: non basterà un’impresa in ascolto per chi non vorrà ascoltare. “HeraLAB è una sfida straordinaria che affronteremo con l’umiltà che un autentico processo di ascolto richiede” scrive Maurizio Chiarini, Amministratore Delegato del Gruppo Hera, nel Regolamento dell’iniziativa.

L’ascolto è un atto di umiltà cui l’impresa è chiamata, come dice Chiarini, ma lo è tanto quanto lo sono tutti coloro che parteciperanno direttamente o indirettamente all’iniziativa.

Anche perché dopotutto, come disse un famoso sceneggiatore, “chi sa ascoltare non soltanto è simpatico a tutti ma dopo un po’ finisce con l’imparare qualcosa”.

Riflettiamoci sopra.

 

 

Di Carlo Cici e Diana D’Isanto di RGA