STRATEGIE E COMUNICAZIONE

Csr, a crederci si inizia a scuola

06 giugno 2012

Sulla scia di Harvard, in tre anni circa 6 mila studenti Mba si sono impegnati a perseguire un comportamento responsabile, per portare avanti i valori della loro formazione

Negli ultimi tre anni circa 6 mila studenti Mba di 45 tra le più prestigiose business school, tra cui Mit, Ucla, Duke University e London Business School, hanno aderito al giuramento promosso da Harvard nel 2009 che fa esplicito riferimento alla sostenibilità. L’incipit del giuramento, concepito dagli studenti di Harvard, è: “Come manager, il mio scopo è quello di perseguire il bene comune aggregando persone e risorse in modo tale da creare un valore che nessuno può creare singolarmente. Per questo perseguirò una strada che accresca il valore che la mia impresa può creare per la società nel lungo termine.”
Il giuramento prosegue ricalcando le principali tematiche della Linea guida sulla responsabilità sociale Iso 26000 introdotta nel 2010: corrette pratiche gestionali e tutela dei diritti umani, “mi opporrò alla corruzione, alla discriminazione e allo sfruttamento”; condizioni di lavoro e consumatori, “salvaguarderò l’interesse dei miei collaboratori e dei consumatori”; tutela ambientale, “mi impegnerò per creare prosperità economica, ambientale e sociale in tutto il mondo”; coinvolgimento
e sviluppo delle comunità, “contribuire e supportare la crescita del benessere nella società”.
Qualsiasi università può aderire al giuramento, dando così la possibilità ai propri studenti di concludere l’Mba aderendo ai valori proposti dagli studenti dell’università di Harvard. La cerimonia di giuramento prevede che ogni studente, che decida di aderire, firmi una copia del documento e lo reciti di fronte ai suoi compagni di studi alla presenza del corpo docente.
Altre università hanno avviato iniziative simili a quella promossa da Harvard. Già nel 2006, per esempio, la Thunderbird School of Global Management, con sede in Stati Uniti, Cina, Messico, Svizzera e Russia, ha lanciato un giuramento simile.
La Thunderbird School of Global Management ha inoltre supportato gli studenti di Harvard nella redazione del testo del giuramento. Analogamente, la Columbia Business School di New York ha aggiornato nel 2007 il proprio codice d’onore, basato su valori quali verità, integrità e rispetto. In questo caso però devono aderire tutti gli studenti dell’università.

Il non rispetto del codice prevede sanzioni disciplinari.
La Columbia Business School impone agli studenti questo codice in quanto essi stessi saranno
portatori dei valori della scuola, all’interno della società, una volta concluso il percorso formativo.
Con modalità differenti e sulla base di diverse motivazioni, gli studenti e alcune delle più importanti
business school di livello mondiale, hanno sentito l’esigenza di tracciare un set valoriale più o meno vincolante sui comportamenti responsabili dei futuri leader. Infatti, il prof. R. Kaplan, un vecchio Mba di Harvard, ben spiega il ruolo di leader che volontariamente o involontariamente giocano coloro che
escono dalle scuole più blasonate e che comunque diventano classe dirigente. E in quanto tali sono e devono essere un esempio.

Chi sono i leader della sostenibilità in Italia? Lungi dal poter fornire numeri o ranking, per quanto potrebbe essere un esercizio stimolante, non ci risulta che qualche università abbia preso l’iniziativa di Harvard.

Non crediamo ai giuramenti o non sono parte della nostra cultura?
Oppure le nostre università sono concentrate su altri temi più rilevanti?
Forse anche per questo la futura classe dirigente italiana, rispetto a quella di altri paesi, sarà probabilmente diversa per cultura della responsabilità sociale.

 


di Carlo Cici, partner Rga e
Matteo Brambilla, consultant Rga