STRATEGIE E COMUNICAZIONE

Diritti umani in azienda: istruzioni per l’uso in tre mosse

19 novembre 2014

Secondo step: un quadro di riferimento per le aziende.
Oggi alle imprese viene chiesto sempre con maggiore insistenza di ricoprire un ruolo di partner nell’adozione ed attuazione delle politiche pubbliche in favore di valori fondamentali come la tutela dei diritti umani. Ma qual è il quadro di riferimento nel quale l’impresa si deve muovere e in che modo può assolvere a questo compito di partner?
Diritti umani in azienda: istruzioni per l’uso in tre mosse

Il tema dei diritti umani è di difficile definizione in quanto il corpus legislativo di riferimento proviene da diverse istituzioni, internazionali e nazionali. I principali riferimenti legislativi sono costituiti dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani delle Nazioni Unite e dalle Convenzioni Fondamentali dell’ILO (International Labour Organization), le cui indicazioni sono recepite all’interno di numerose Costituzioni, tra cui quella italiana. Al corpo legislativo si affiancano poi strumenti di normazione volontaria come, ad esempio, la Norma SA 8000 (standard internazionale per la gestione di alcuni aspetti della responsabilità sociale d'impresa, con particolare riferimento al rispetto dei diritti umani e dei diritti dei lavoratori) la Linea Guida ISO 26000 (guida volontaria alla Responsabilità Sociale) e le Linee Guida dell’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) per le Imprese Multinazionali.

 

Cosa si intende per “diritti umani”? Tra le principali difficoltà su questo tema, c’è proprio la definizione condivisa di un set di diritti umani riconosciuti a livello universale. Nel giugno 2011 il Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite ha adottato all’unanimità un documento intitolato Principi Guida su Imprese e Diritti Umani, da cui è derivata una Linea Guida destinata alle imprese che intendono approfondire il tema dei diritti umani (Guide to Human Rights Impact Assessment and Management). Il documento ci viene in aiuto identificando un set di 35 diritti umani sui quali le imprese private possono generare impatti con le proprie attività quotidiane; fornisce, inoltre, indicazioni sugli step necessari all’integrazione del tema dei diritti umani all’interno dell’azienda e sulle modalità con cui affrontarli.

 

La Commissione Europea ha invitato tutti gli Stati Membri dell’Unione Europea a predisporre un Piano di Azione Nazionale per dare attuazione ai Principi Guida delle Nazioni Unite e il 19 marzo 2014 l'Italia, terzo Stato membro dell'Unione Europea a mostrare il proprio impegno sul tema, ha inviato alla Commissione Europea il documento contenente le Fondamenta del Piano di Azione Italiano sui “Principi guida delle Nazioni Unite sulle imprese e diritti umani”. Il Piano d' Azione Nazionale affronta importanti temi etico-politici fornendo il quadro di riferimento, legislativo e non, per la tutela dei diritti umani e per una maggiore accessibilità a rimedi efficaci per le vittime degli abusi; tuttavia non riporta quali strumenti possano essere adottati per il monitoraggio dell’operato imprenditoriale in tali ambiti, fatta eccezione per la due diligence nella catena di fornitura applicabile soprattutto per le imprese multinazionali.

 

Posto che i “Principi Guida su Imprese e Diritti Umani” e che le Fondamenta del Piano di Azione Italiano sui “Principi guida delle Nazioni Unite sulle imprese e diritti umani” contengono le principali tematiche di cui un’azienda ha il compito di occuparsi, è lecito chiedersi quali strumenti un’azienda abbia a disposizione per valutare il rispetto dei diritti umani all’interno della propria sfera d’influenza.

 

Al momento, uno dei tool più affidabili ed efficaci per l’azienda che vuole approfondire in modo concreto l’argomento è lo Human Rights Compliance Assessment (HRCA). Lo strumento, elaborato dal Danish Institute for Human Rights, propone infatti una checklist puntuale utile a valutare gli impatti delle attività dell’organizzazione in termini di diritti umani, supportando così l’azienda ad indagare il proprio ruolo e le proprie responsabilità sull’argomento e ad attivare tutti gli interventi necessari ad una corretta gestione del tema. Come utilizzare questo strumento nel modo più opportuno? Vi diamo appuntamento al prossimo articolo!

 

di M. Brambilla, L. Panzieri, C. Tonghini