ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CERTIFICAZIONE

Il mercato europeo dei biocarburanti sostenibili

03 marzo 2013

Nell’Unione Europea, entro il 2020, almeno il 10% dell’energia utilizzata nel settore trasporti dovrà provenire da fonti rinnovabili.

A partire dal 2012 tutti i biocarburanti e i bioliquidi usati all’interno dell’UE, sono, pertanto, tenuti a rispettare specifici criteri di sostenibilità.

Gli operatori economici della filiera dei biocarburanti e bioliquidi devono, pertanto, dimostrare di rispettare dei requisiti di sostenibilità tramite una certificazione di conformità che consenta di rilasciare una dichiarazione di sostenibilità per ogni partita di biocarburante ceduta ad un cliente.

Questo tipo di attestazione  non si riferisce direttamente al prodotto, bensì al rispetto di determinati requisiti di sostenibilità nei processi, quali, ad esempio, la coltivazione, la trasformazione o il trasporto delle materie prime. Pur essendo una certificazione volontaria, è di fatto una condizione essenziale per competere sul mercato e per accedere alle diverse agevolazioni economiche riconosciute eventualmente da ciascuno Stato membro dell’Unione Europea.

 

Attualmente esistono diversi schemi di certificazione emessi sia da soggetti pubblici che privati, ciascuno con il suo campo di applicazione; alcuni sono focalizzati su specifiche materie prime o aree geografiche, altri sono, invece, applicabili senza alcuna limitazione.

Gli operatori economici hanno due opzioni per dimostrare la loro conformità ai requisiti di sostenibilità previsti dalla normativa europea: applicare uno dei tredici sistemi approvati dalla Comunità Europea o applicare un sistema di certificazione riconosciuto da uno Stato membro dell‘Unione Europea.

 

L’Italia ha implementato il proprio Sistema Nazionale di Certificazione dei biocarburanti e dei bioliquidi con il DM 23 gennaio 2012, successivamente modificato nel giugno 2012, che stabilisce le modalità  di certificazione da parte degli Organismi accreditati e le norme da seguire per la verifica dei criteri di sostenibilità dei biocarburanti.

Solo a partire dagli ultimi mesi del 2012 gli Organismi di certificazione hanno cominciato a rilasciare le prime attestazioni ai sensi del Sistema Nazionale Italiano. Uno dei primi esempi concreti è rappresentato dalla società Eni Trading & Shipping S.p.A., società del Gruppo Eni che ne costituisce l'interfaccia verso i mercati internazionali e marittimi dei greggi, semilavorati e prodotti petroliferi; col supporto di RGA, a marzo 2013 ha ottenuto il certificato di conformità rilasciato da RINA Services S.p.A. per la compravendita, il trasporto via nave, lo stoccaggio ed il blending di qualsiasi tipologia di biocarburanti e di bioliquidi.

La società ha, infatti, l’esigenza di operare con la massima flessibilità nel mercato dei biocarburanti. La sua certificazione rappresenta, quindi, un esempio complesso, in quanto comprensivo di attività gestite sia direttamente dall’azienda, sia attraverso specifici contratti di servizio come, per esempio, lo stoccaggio ed il blending presso depositi di terzi.

L’auspicio da parte di tutti gli operatori del settore è che si vada nella direzione di una armonizzazione tra i vari sistemi. Nell‘attesa, sarà interessante osservare come gli stessi gestiranno il rilascio delle dichiarazioni di sostenibilità associate alle partite di biocarburanti venduti a clienti certificarti secondo sistemi diversi dal loro.