AUDIT E COMPLIANCE

Il nuovo Regolamento Emas: un dibattito in corso tra l'eccellenza ambientale e la comunicazione di marketing

16 aprile 2009

Il 20 gennaio scorso è terminata la prima lettura del nuovo testo del Regolamento Emas (Emas III). Analoga discussione è in atto a livello di Parlamento Europeo.

Il 20 gennaio scorso è terminata, presso la Commissione UE, la prima lettura del nuovo testo del Regolamento Emas (Emas III). Analoga discussione è in atto a livello di Parlamento Europeo. Il dibattito sul nuovo Regolamento recepisce parte delle risultanze raccolte nello Studio EVER (Evaluation of Emas/Ecolabel for their revision), commissionato ad un team di enti di ricerca e consulenti internazionali coordinato dallo IEFE Bocconi. Obiettivo prioritario dello studio EVER era produrre raccomandazioni in vista della revisione del Regolamento Emas sulla base delle evidenze raccolte. Al completamento del progetto, le raccomandazioni individuate sono state sottoposte alla Commissione Europea, che le ha vagliate e le sta utilizzando come base per la definizione della proposta di revisione del Regolamento. Le indicazioni fornite dall'EVER Team alla Commissione sono state sintetizzate in un apposito documento finale (Report 1), disponibile sul sito: www.europa.eu.int/comm/environment/emas. Tali raccomandazioni sono oggetto di dibattito nel Parlamento europeo e tra la Commissione e gli Stati Membri e riguardano principalmente i seguenti punti, alcuni dei quali evidenziano un ampliamento del raggio d'azione del Regolamento Emas da strumento di gestione degli stakeholder a strumento di marketing:

 

  • l'attivazione di iniziative permanenti di promozione da parte della Commissione e l'obbligo, per gli Stati Membri, di realizzare campagne informative su Emas con regolare periodicità. Questa proposta ha ricevuto però in Commissione forti critiche da parte di quasi tutti i rappresentanti degli Stati Membri;

  • l'individuazione della registrazione Emas quale strumento in grado di determinare la frequenza e l'estensione delle attività di controllo da parte delle autorità competenti. In tal senso la registrazione Emas potrebbe essere utilizzata per attestare la conformità delle aziende ai dettami della normativa di riferimento, oppure quale garanzia per ottenere dilazioni nella durata dei provvedimenti autorizzativi o ancora come sostituto per gli adempimenti legati al monitoraggio.

  • l'utilizzo, all'interno dei sistemi di gestione ambientale dei siti registrati, di indicatori chiave di prestazione ambientale (Key Performance Indicators - KPI) definiti per ogni settore produttivo e uguali in tutta la UE, come requisito per "guidare" e monitorare il miglioramento continuo delle prestazioni ambientali, in modo da consentire un preciso benchmarking tra le aziende. Tali KPI potrebbero essere definiti in base alle priorità di politica ambientale della Commissione e degli Stati Membri (es.: global warming, ozone depletion, energy saving…). In questa nuova logica, solo le organizzazioni che saranno in grado di migliorare continuamente le proprie prestazioni, misurate dai KPI, potranno essere registrate Emas. Questo renderebbe Emas un vero e proprio "standard di eccellenza". L'uso di tali indicatori rappresenterebbe un decisivo elemento di innovazione del Regolamento.

  • l'attivazione di azioni di promozione dell'Emas che fanno affidamento sulle attuali dinamiche cooperative dei network locali (es.: nei distretti industriali, ambiti produttivi omogenei, aree turistiche ecc.) e sull'iniziativa di soggetti pubblici e privati che sviluppano attività e rendono disponibili risorse collettive in grado di facilitare la registrazione Emas. La proposta in discussione è quella di premiare i soggetti che, mettendo a disposizione analisi ambientale, politica, obiettivi e programmi, ecc. in forma collettiva e condivisa, rendono più facile il percorso individuale verso la registrazione Emas alle organizzazioni che fanno parte di un network. In questo caso non si tratterebbe di una registrazione Emas dell'intero network ma, una volta che sia verificata la correttezza e l'effettiva utilità delle risorse messe in comune, verrebbe rilasciato un riconoscimento all'organismo di promozione con la possibilità, da parte delle organizzazioni del network, di utilizzare liberamente le risorse comuni già convalidate.

  • l'obbligo per gli Stati Membri di considerare la registrazione Emas come condizione preferenziale per l'assegnazione di fondi pubblici, legandola però al mantenimento della registrazione;

  • l'indicazione agli Stati Membri di attivare forme di agevolazione fiscale per le organizzazioni registrate Emas, applicate su misure di tassazione diretta di carattere permanente;

  • l'obbligo per gli Stati Membri di definire provvedimenti che promuovano e favoriscano le aziende registrate Emas nelle politiche di acquisti pubblici, nella logica del Green Public Procurement. In realtà questa indicazione si presenta come un rafforzamento di indicazioni già presenti in Emas II ma rimaste largamente inapplicate;

  • la liberalizzazione dell'utilizzo del Logo Emas, consentendone l'applicazione, con l'aggiunta di una frase esplicativa, anche sui prodotti. Questo rafforzamento, all'interno del Regolamento Emas, della dimensione del "prodotto", che creerebbe una più stretta sinergia tra Emas e Ecolabel, fa parte della strategia europea per la Produzione e Consumo sostenibile. Allo stato attuale la Commissione è favorevole ad eliminare dal testo del Regolamento le limitazioni previste in Emas II (il Logo solo associato ai siti registrati), dando la più ampia libertà di uso del logo a patto che risulti chiaro il suo significato. Testimonianza di questa volontà è la recente Decisione della Commissione 2006/193/EC del 1° marzo 2006 che reca norme sull'utilizzo del logo EMAS in casi eccezionali di imballaggio per il trasporto e imballaggio terziario. L'idea è quella di introdurre in modo esplicito la possibilità di una comunicazione aggiuntiva per le aziende interessate. La prima alternativa in discussione è quella di convalidare degli estratti della Dichiarazione Emas sotto forma di "Ecological Profiles" (risultanti da una LCA sul prodotto). Questa alternativa, tuttavia, non garantirebbe confrontabilità e rigore scientifico e, d'altro canto, introdurre in Emas requisiti sugli Eco-Profiles comparabili a quelli della norma ISO 14025 (e schemi correlati, vedi la Environmental Product Declaration EPD) sarebbe troppo dispendioso e in pratica irrealistico. Una seconda alternativa efficace potrebbe essere demandare alla Commissione, come già previsto nella Direttiva 2005/32/CE EUP (Eco-design dei prodotti che consumano energia), il riconoscimento di "harmonized standards" esistenti a livello internazionale (es.: il sistema EPD svedese). In questa ipotesi, se un'organizzazione Emas prepara una EPD in conformità con uno standard riconosciuto, può ottenere automaticamente il diritto di utilizzare anche il logo Emas sui propri prodotti;

  • il rafforzamento del ruolo della Dichiarazione Ambientale nelle attività di reporting e comunicazione. La proposta è quella di fare della Dichiarazione Ambientale uno strumento di comunicazione ufficiale con le pubbliche autorità e uno strumento di marketing e trasformare l'Emas in uno schema per la certificazione del reporting, come elemento aggiuntivo di altri schemi di certificazione. All'interno del rafforzamento nell'Emas della dimensione del prodotto la Dichiarazione Ambientale potrà assumere compiti diversi da quelli "istituzionali" e diventare non solo un "onere per la registrazione", come attualmente viene vista, ma anche un'opportunità di marketing, specialmente per le imprese produttrici di beni o di servizi, con la possibilità di diventare uno strumento in grado di incrementare quote di mercato, nazionale ed europeo, legate ai consumatori più sensibilizzati ai temi ambientali e indirizzati verso modelli di produzione e consumo più sostenibili. A tale scopo potranno essere utilizzati, anche all'interno delle confezioni dei prodotti, parti o estratti della Dichiarazione Ambientale sotto forma di schede, opuscoli e brochures contenenti il logo Emas e tratte dalla Dichiarazione stessa;

  • la trasformazione dell'Emas in uno schema applicabile su scala internazionale consentendo la partecipazione di organizzazioni di Paesi Terzi, abolendo gli attuali limiti territoriali per la sua applicazione e introducendo un Registro Emas separato per le organizzazioni dei Paesi Terzi. Il dibattito si svolge su due alternative: o centralizzare l'accreditamento sulla Commissione con il coinvolgimento di esperti nazionali nei team per i verificatori UE, ovvero fare affidamento sui sistemi di accreditamento dei Paesi Membri.