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Investitori e trasparenza: quale futuro?

21 novembre 2014

Gli investitori hanno un crescente bisogno di comunicazione informativa tempestiva, materiale e paragonabile, riguardante la sostenibilità aziendale, che sia di supporto per decidere i loro investimenti. Ad incoraggiare un aumento di trasparenza aziendale ci sono stati alcuni sviluppi recenti importanti.
Investitori e trasparenza: quale futuro?

La “PRI (Principles for Responsible Investment) Initiative” e la “Ceres’ Investor Network on Climate Risk” (INCR), rete degli investitori Ceres sul rischio climatico, in partnership con la “UN Environment Programme Finance Initiative” (Iniziativa finanziaria sul programma ambientale ONU), hanno recentemente redatto  una lettera aperta alla IOSCO (International Organization of Securities Commissions) sottolineando il ruolo che l’organizzazione può giocare nel migliorare la disponibilità e la qualità delle informazioni ambientali, sociali e di governance (ESG) sul mercato. Gli investitori firmatari della lettera esprimono la loro preoccupazione riguardante la mancanza di una rigorosa trasparenza ESG, che a loro avviso è un rischio crescente che va affrontato. 


Molti  investitori e stakeholder stanno già collaborando per accrescere la trasparenza ESG e sono sempre più concentrati sul dialogo con la comunità del mercato azionario e con i governi per migliorare  le trasparenza ESG da parte delle società emittenti. Tuttavia c’è bisogno di capire come gli investitori usino le informazioni ESG nel processo di investimento e come il panorama del reporting ESG stia sensibilmente cambiando.


Nonostante alcune aziende stiano mettendo a confronto alcuni indicatori ESG su scala globale, lo stato attuale della trasparenza aziendale su queste tematiche non è sufficiente a soddisfare la necessità degli investitori di informazioni più consistenti sulla sostenibilità materiale. Il GRI (Global Reporting Initiative) incoraggia gli investitori a sostenere il dibattito globale sulla necessità di maggiori informazioni ESG, poiché questi ultimi hanno bisogno di una massa critica di dati rilevanti e comparabili, presentati in modo accessibile al fine di aiutarli a prendere decisioni ben ponderate sui loro investimenti. Le linee guida G4 della GRI sono lo strumento che potrà essere utilizzato dalle aziende di tutto il mondo per fornire un’immagine completa del loro impatto e per aumentare il flusso delle informazioni disponibili per gli investitori.


Un altro importante sviluppo in questo ambito è l’iniziativa portata avanti dal “Climate Disclosure Standards Board” (CDSB) che invita le aziende chiave, gli investitori, gli enti di vigilanza e le borse valori a prendere parte allo sforzo globale di insistere sul cambiamento climatico come questione di obbligo fiduciario. Questo progetto riunisce un gruppo di aziende e di investitori che stanno lavorando per il rafforzamento e l’allineamento in un quadro unico del reporting delle aziende che contribuiscono maggiormente ai processi di cambiamento climatico. I potenziali firmatari sono quindi stati invitati a sostenere la dichiarazione collettiva che è stata lanciata a settembre settembre 2014.


Analogamente Aviva, una multinazionale assicurativa britannica, ha lanciato il suo libro bianco “A Roadmap for Sustainable Capital Markets” nel giugno 2014.  Lo scopo di questo documento è di fornire ai policy-makers suggerimenti specifici su come si possano spostare i capitali verso una base più sostenibile. Un punto chiave sarà come essi possano contribuire e rispondere ai Sustainable Development Goals (SDGs), gli obiettivi dello sviluppo sostenibile che saranno ratificati dalle Nazioni Unite nell’autunno 2015.