AUDIT E COMPLIANCE

Ottimizzazione gestionale ed ambientale nella gestione dei siti contaminati: riutilizzo delle acque emunte come acque di processo.

26 marzo 2014

Nell’ambito della gestione di un sito produttivo sottoposto a procedimento di bonifica va valutata l’opportunità di introdurre fattori di ottimizzazione gestionale attraverso l’organizzazione delle attività di processo anche in termini ambientali.
Ottimizzazione gestionale ed ambientale nella gestione dei siti contaminati: riutilizzo delle acque emunte come acque di processo.

Nello specifico il riutilizzo delle acque emunte dal sottosuolo (provenienti da presidi di Messa in Sicurezza o bonifica) con l’introduzione nel ciclo produttivo in esercizio nel sito (come previsto dall’art. 243 comma 1, parte Quarta, Titolo V del d.lgs. n. 152/2006, sostituito dall'art. 41, comma 1, D.L. n. 69/2013 e modificato dalla L. n. 98/2013 di conversione in legge del decreto) può rappresentare un vantaggio gestionale e ambientale che traguarda il principio di risparmio e riutilizzo della risorsa idrica, riduce la produzione di rifiuti e sposa il criterio di economicità e trasparenza per l’impresa, come dettato e suggerito dalla normativa vigente in materia ambientale.

In caso di emungimento delle acque sotterranee da siti contaminati deve essere valutata e condivisa con gli Enti di controllo la possibilità tecnica di utilizzo delle stesse acque di falda come acque di processo, in conformità alle caratteristiche ed alle quantità richieste dal ciclo produttivo. Risulterà funzionale e decisivo a monte di una scelta del genere l’esecuzione di uno studio di fattibilità che valuti i costi di smaltimento delle acque di falda contaminate, i costi di investimento, di esercizio e di manutenzione per il trattamento delle stesse. 

La tipologia impiantistica a supporto dell’opportunità tecnica varia molto a seconda dei contaminanti da abbattere, a titolo d’esempio per inquinanti di tipo organico (es. Idrocarburi) sono assodate le tecniche di adsorbimento all’interno di colonne filtranti per mezzo di carboni attivi, sia di origine vegetale che minerale. Per contaminanti di tipo inorganico come Ferro, Manganese e Arsenico esistono invece diverse tipologie di mezzi filtranti reperibili sul mercato (es. Greensand e Pirolusite), la maggior parte sono famiglie di biossidi di manganese che fungono da catalizzatori per l’ossidazione e la conseguente precipitazione di questi metalli presenti in soluzione. Sarà in questo caso cura dei tecnici valutare le migliori tipologie di trattamento in funzione di accurati studi e dei risultati attesi.

A dare ulteriore consistenza alla scelta del riutilizzo di acque provenienti dal sottosuolo contribuisce la valutazione di un altro aspetto certamente significativo, le acque di falda si trovano mediamente ad una temperatura costante compresa tra 15 e 18 gradi circa indipendentemente dai cicli stagionali. Ove possibile, il loro utilizzo comporta dei vantaggi in termini di inerzia e scambio termico per il raffreddamento dei fluidi di processo con conseguente ottimizzazione del parametro lavoro/macchina e maggiore resa degli impianti, il risultato sarà un ulteriore risparmio di energia nel periodo di funzionamento.

Riassumendo, i vantaggi indotti dal riutilizzo delle acque emunte dalla falda possono essere diversi, ad esempio:

  • notevole risparmio nell’approvvigionamento della risorsa idrica utilizzata nei processi industriali;
  • riutilizzo di una risorsa altrimenti trattata come rifiuto, con conseguente evidente danno ambientale ed economico;
  • minore consumo di energia e quindi minori emissioni di CO2 equivalente;
  • razionalizzazione delle risorse economiche impiegate nella gestione della bonifica e possibilità di maggiori investimenti in opere di mitigazione e messa in sicurezza;
  • risparmio energetico complessivo nei processi.

Di F. Gaudioso, G.Latini