STRATEGIE E COMUNICAZIONE

Partnership di valore

12 dicembre 2012

Per calcolare i benefici di una collaborazione con le Onp si fa strada un metodo che incrocia l’analisi di ritorno sull’investimento con indici di misurazione dell’impatto sociale
Partnership di valore

In un contesto che vede l’impresa come un’istituzione sociale a finalità plurime (il cui compito è creare, oltre al valore economico, un valore sociale e ambientale che possa essere condiviso
con il territorio in cui insiste) le attività di corporate giving possono acquisire un valore strategico.
Si tratta di una modalità di contribuzione diretta (prevalentemente monetaria) di un’azienda a
una causa sociale. In via sempre crescente, destinatarie di queste forme di finanziamento sono le organizzazioni non profit che operano a livello locale, regionale e nazionale con interventi diretti a supporto delle comunità e dell’ambiente.


Tali modalità di relazione tra aziende e Onp determinano nuove sfide. Per le aziende nella fase di selezione dei propri partner e di erogazione dei fondi; per le Onp nella fase di raccolta e gestione dei fondi stessi, e soprattutto di analisi dei benefici sociali generati dai propri progetti.
È così che calcolare il valore di una partnership consente di approfondire e valutare, in termini monetari, questi aspetti, ponendo l’attenzione su tre parametri:

  • gli impatti sociali
  • i benefici economici diretti
  • i benefici reputazionali

Ma come si può calcolare il valore di queste tre tipologie di vantaggi? Sono numerose le metodologie che consentono di calcolare l’uno o l’altro aspetto, ma è la combinazione di alcune di queste la chiave di volta per arrivare a un valore complessivo.
Una metodologia combinata che incroci analisi di ritorno prettamente finanziario sull’investimento, come il Roi (Return on investment) con metodologie di misurazione del ritorno sociale, quali lo Sroi (Social return on investment), che consentono di monetizzare le ricadute sociali di interventi nella comunità.

Il 2 ottobre scorso Aism, Associazione italiana sclerosi multipla, con il supporto di Rga, ha presentato la prima applicazione pratica di tale metodologia. Sono state prese in considerazione due importanti partnership siglate dall’associazione con Saiwa, società del gruppo alimentare
Mondelez, e Cariparma FriulAdria, società del gruppo Crédit Agricole, che hanno supportato Aism nell’erogazione di servizi di riabilitazione e cura per persone con sclerosi multipla.

 

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Dallo studio, applicato a circa 17 iniziative finanziate dai due partner, emerge che i progetti attivati hanno generato un ritorno tra le 2 e le 5 volte superiore agli investimenti realizzati. Il che, in termini assoluti, si traduce in circa 1,4 milioni di euro di ritorno per la partnership con Saiwa, distribuiti tra comunità (53,4%), Oro Saiwa (13,9%) e Aism (32,6%), e in oltre 495 mila euro per la sola comunità, per quanto concerne la partnership con il Gruppo Cariparma. La convenienza si è tradotta, per le aziende, in un ritorno immediato in termini di visibilità (uscite stampa, campagne di piazza e campagne pubblicitarie attraverso i più comuni canali informativi) – parametri, questi, calcolati attraverso comuni indici pubblicitari, quali lo Iep (Indice di equivalenza pubblicitaria) – e nel medio periodo in termini di reputazione del brand.

 

Sull’organizzazione non profit l’operazione ha prodotto impatti principalmente in termini di notorietà (anche in questo caso valutate secondo indici pubblicitari) e raccolta fondi. Infine, gli impatti maggiori sono stati misurati per la collettività in termini di minori costi assistenziali e riduzione dei tempi di ospedalizzazione per le persone con sclerosi multipla e il sistema sanitario nazionale.

 


Danilo Devigili, manager e Roberto Pacaccio, consultant di Rga