ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CERTIFICAZIONE

Perché non potrete fare a meno di un Sistema di Gestione per la Qualità

11 febbraio 2015

Come può un sistema di gestione contribuire alla governance di un’impresa e alla sua sostenibilità nel tempo? E perché così tante organizzazioni limitano il suo potenziale all’ottenimento di un’etichetta? Lo abbiamo chiesto a chi oggi se ne occupa in ENI S.p.A., Downstream & Industrial operations, l’ing. Giuseppe Mandracchia

Intervista a cura di Diana D’Isanto e Chiara Tonghini
Perché non potrete fare a meno di un Sistema di Gestione per la Qualità

Ancora oggi troppe organizzazioni riducono il valore di un sistema di gestione per la qualità al marchio certificato, una vera e propria ossessione per il “bollino”. Come proveresti a far cambiare loro idea?

L’ossessione per l’ottenimento della certificazione mi ricorda la metafora dell’alunno modello che pone al centro del suo impegno il raggiungimento del voto massimo e, non ottenendolo mai, è condannato all’infelicità. Potrebbe cambiare il suo destino se solo spostasse l’attenzione dall’apparente insuccesso alla grande opportunità di crescita che non ha saputo cogliere: troppo concentrato sul giudizio finale non ha visto la bellezza del suo procedere e del suo imparare.

Per un sistema di gestione, la sfida (che non si deve considerare mai vinta) è quella di far percepire a tutti gli uomini e donne dell’azienda che è proprio nell’applicazione operativa e quotidiana che si trovano i motivi veri della sua utilità: il bollino non è la meta, è solo uno dei parametri di valutazione del buon procedere. Citando Victor Hugo “ciò che si chiama successo è cosa orrida per la sua falsa somiglianza con il merito e inganna gli uomini”. 

 

Quali sono gli ingredienti vincenti per far sì che un sistema di gestione per la qualità diventi un modello di governance aziendale?

Ahimè, non ci sono ricette valide per tutte le occasioni: risposte e proposte vanno disegnate in funzione dell’azienda e delle sue persone. Un sistema di gestione per la qualità è come un buon abito: va misurato ed, eventualmente modificato, perché risponda al meglio alle esigenze estetiche e funzionali di chi lo indossa.

Quando il sistema di gestione è davvero costruito su misura dell’azienda, allora diventa uno straordinario strumento di controllo della governance.

Se guardiamo con esasperazione soltanto ai risultati che fanno aumentare il valore azionario nel breve periodo e assegniamo obiettivi in modo schizofrenico e scisso da una strategia di sviluppo, perdiamo di vista quello che è il compito imprenditoriale per eccellenza: creare continuità nella generazione di valore e di ricchezza per tutti gli stakeholder. Questa è la sfida del futuro: dobbiamo cambiare prospettiva alla governance delle aziende e i sistemi di gestione possono aiutarci a farlo. 

La visione generale indotta da un sistema di gestione per la qualità e tipica di un approccio per processi consente una valutazione continua e sistematica dell’efficacia e dell’efficienza gestionale. Attraverso un’equilibrata e positiva relazione tra tutti gli stakeholder interni ed esterni, che incidono sul conseguimento dei risultati, il sistema diventa una garanzia della sostenibilità nel tempo del valore aziendale.

Questa nuova visione, che dovrebbe plasmare un nuovo modello manageriale richiede uno sforzo di innovazione innanzitutto culturale. Dobbiamo confidare sull’uomo, sulla sua determinante azione costruttiva e sulla sua capacità di vedere oltre perché sono gli uomini e le loro qualità che fanno camminare le idee e, direi, anche i sistemi di gestione. E la nostra fiducia, forse, non è mal riposta se guardiamo all’impostazione della prossima versione della Norma, in cui questa visione trova sicuramente un conforto.

 

La prossima edizione della ISO 9001 pone molta attenzione alla gestione dei rischi: che opportunità vedi per l’evoluzione dei sistemi di gestione per la qualità?

Le opportunità di miglioramento continuo sono molteplici e si ampliano. Il risk management integrato costituisce un ulteriore strumento a disposizione dell’azienda per analizzare e governare le criticità legate al proprio business: in linea con il criterio innovativo già applicato nelle migliori organizzazioni e su certe tematiche, riguardanti soprattutto la salute, la sicurezza e l’ambiente, una moderna ed efficace governance non può prescindere da una gestione attenta dei diversi rischi che si pongono, e oppongono, a tutte le attività  di impresa e di management nel loro complesso.

Pertanto, i processi non solo si governano con la definizione di obiettivi di business e con la misura delle performance attraverso indicatori specifici, ma anche con la forte consapevolezza manageriale dei diversi rischi endogeni ed esogeni che attengono al loro sviluppo operativo.

La nuova ISO 9001, come è giusto che sia, segue questo orientamento evolutivo del management. A mio avviso, questa novità rafforzerà il ruolo dei sistemi di gestione come strumenti a servizio delle aziende che vogliono essere più competitive attraverso una nuova visione strategica di sostenibilità del business e di incremento del valore per tutti gli stakeholder, purché vi siano flessibilità operativa, adeguati tempi di introduzione e adattamento, un elevato e convinto impegno applicativo e, soprattutto,  la consapevolezza che il sistema di gestione per la qualità non è un elemento soltanto formale.       

                                                                                   

Giuseppe Mandracchia dal 2013 è Manager della Gestione dei Sistemi Qualità nella Divisione Refining & Marketing di ENI, oggi Downstream & Industrial Operations. Le opinioni rilasciate in questa intervista sono a titolo personale, prescindendo dall’appartenenza aziendale.