AUDIT E COMPLIANCE

Product Stewardship: responsabilità, trasparenza e coinvolgimento

07 gennaio 2014

La sicurezza dei prodotti, la ricerca di soluzioni che portino all’abbattimento degli impatti sull’ambiente, la limitazione dei rischi per la salute sono aspetti centrali nelle strategie di sostenibilità e competitività di tutte le aziende.
Product Stewardship: responsabilità, trasparenza e coinvolgimento

In questi anni una crescente attenzione è stata dedicata anche in Italia allo sviluppo di programmi di Product Stewardship da parte di aziende che appartengono ai più diversi settori produttivi, con una particolare attenzione, non però esclusiva, in capo a quelle aziende i cui prodotti hanno un notevole impatto sull’ambiente o sulla salute.

 

Ma cosa si intende per Product Stewardship?

Si tratta di una strategia di gestione responsabile dei prodotti in ogni fase del ciclo di vita - progettazione, produzione, trasporto, vendita, utilizzo, smaltimento - un impegno ampio, che attua appieno i principi della sostenibilità e va ben oltre la semplice conformità normativa.

Una volta definita l’importanza del tema, occorre però chiedersi perché, in un momento di difficoltà economica come quello che stiamo attraversando, un’azienda dovrebbe decidere di non accontentarsi di essere conforme alle già gravose normative in tema di ambiente, salute e sicurezza e di investire nella definizione di una politica di Product Stewardship.

La risposta è molto semplice: in un clima di crescente attenzione agli aspetti ambientali e in un contesto fortemente partecipativo per quanto riguarda la condivisione delle informazioni su questi temi, la dimostrazione di un serio impegno nella gestione di tutto il ciclo di vita del prodotto, anche al di là dei confini della propria azienda, crea valore perché rafforza i rapporti con gli stakeholder, coinvolgendoli nella gestione sicura dei prodotti e nella riduzione dei rischi ad essi connessi, dimostra trasparenza e responsabilità da parte dell’azienda, aumenta la fiducia degli stakeholder e dei consumatori.

 

Attraverso un dialogo costante e lo scambio di informazioni reciproche fra tutti gli attori coinvolti lungo tale catena è possibile agire per raggiungere diversi obiettivi:

  • spingere a considerare l’impatto ambientale fin dalla fase di disegno del prodotto;
  • rivedere i processi produttivi per raggiungere la maggiore efficienza in termini di consumo di risorse e abbattimento di emissioni e immissioni;
  • raccogliere informazioni utili per effettuare la caratterizzazione dei rischi, tenendo in considerazione i suggerimenti di tutti gli utilizzatori dei prodotti, dai fornitori a chi lavora il prodotto, dai distributori ai consumatori per finire con chi si occupa dello smaltimento. Queste attività sono particolarmente importanti per le aziende chimiche che in Italia, attraverso il programma Responsible care, si sono già impegnate da tempo in questa direzione;
  • promuovere e formare tutti gli stakeholder sulle best practice da adottare per ridurre i rischi e gli impatti ambientali, assicurare trasparenza comunicativa e allungare la vita del prodotto.

 

Proprio questo dialogo aperto e costruttivo potrà avvicinare l’azienda ai propri stakeholder, come dimostrano i risultati ottenuti dalle organizzazioni che già adottano strategie simili, e permettere di far leva sui benefici che ne derivano, in quanto l’azienda:

  •  aumenta il coinvolgimento degli stakeholder nelle strategie aziendali. Il dialogo può essere costruito e mantenuto vivo attraverso strumenti quali portali internet, workshop, corsi di formazione, campagne di informazione dedicate allo scambio di informazioni sulla sicurezza e il ciclo di vita del prodotto, nelle quali raccogliere suggerimenti e punti di vista differenti sui propri prodotti;
  • dimostra il proprio impegno e la propria responsabilità nei confronti degli stakeholder e la propria serietà nell’implementazione di strategie di sostenibilità; questo ha significato ad esempio per Mondadori una crescente attenzione oltre che alla materia prima utilizzata per le sue pubblicazioni anche al tipo di pubblicità utilizzata per promuovere i propri prodotti e all’integrità dell’informazione veicolata;
  • propone un’immagine green, supportata da concrete azioni lungo tutto il ciclo di vita del prodotto. Da questo punto di vista, le policy di responsabilità di prodotto di Telecom hanno portato a rivedere tutti i processi aziendali in ottica green, dal procurement al fine vita del prodotto.

 

Le aziende che decidono oggi di impegnarsi in questo percorso potranno non solo accumulare un vantaggio nei confronti dei propri competitor, ma anche contribuire alla diffusione del Lifecycle Thinking mostrando la sostanziale differenza fra mera conformità normativa e impegno reale per la sostenibilità.

 

 

di Claudia Bozzi e Jacopo Vannini di RGA