ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CERTIFICAZIONE

Verso un’Europa a rifiuti zero

08 settembre 2014

La Commissione Europea ha individuato nell’“economia circolare” la soluzione per una crescita sostenibile e duratura
Verso un’Europa a rifiuti zero

“L'uomo intelligente risolve i problemi. L'uomo saggio li evita". Questa frase di Einstein sembra aver ispirato la recente Comunicazione della Commissione Europea “Verso un’economia circolare: programma per un’Europa a zero rifiuti”.

 

In accordo alla strategia Europa 2020, la Commissione intende, infatti, perseguire una crescita “intelligente, sostenibile e inclusiva”, passando da un modello di crescita lineare (“prendi, produci, usa e getta”) ad un modello circolare, in cui i beni hanno una vita più lunga e i rifiuti sono pressoché azzerati.

 

In una logica di economia circolare, infatti, i prodotti sono progettati adottando una prospettiva di ciclo di vita, ovvero in modo da prevederne fin dall’inizio la destinazione una volta terminato l’uso. La parola-chiave in questo contesto è “innovazione”: la sfida per le imprese, infatti, consiste nel saper individuare le soluzioni più efficaci da applicare in varie fasi del ciclo di vita del prodotto per azzerare i rifiuti (ad es. riduzione delle materie prime, durata del bene, efficienza produttiva, manutenzione, riparazione, etc.). Il punto di partenza è, quindi, la riprogettazione dei processi non solo produttivi, ma anche commerciali.

 

Tra le numerose iniziative che la Commissione intende attuare per promuovere l’economia circolare alcune appaiono particolarmente coraggiose e sfidanti, quali: spostare la pressione fiscale dal lavoro sull’inquinamento e sull’uso delle risorse; predisporre strumenti efficaci contro le dichiarazioni ambientali fuorvianti e infondate; vietare il collocamento in discarica di tutti i rifiuti riciclabili e biodegradabili entro il 2025; riciclare l’80% dei rifiuti di imballaggio entro il 2030 (60% entro il 2020); eliminare le sovvenzioni per il collocamento in discarica e l’incenerimento fine a se stesso.

 

L’economia circolare sembra, dunque, essere la via maestra per ottenere una crescita sostenibile e duratura, in quanto dissocia la crescita economica dall’uso delle risorse e dal loro conseguente impatto sul pianeta. Tale cambiamento si configura come una vera e propria “rivoluzione industriale”, in quanto, partendo da una profonda trasformazione del sistema produttivo, coinvolge il sistema economico nel suo insieme per poi diffondersi al sistema sociale.

 

 

Sono evidenti i punti in comune tra questo modello economico e quello anteriore all’avvento dell’”usa-e-getta”; tuttavia, sarebbe un errore pensare che si tratti semplicemente di un ritorno al passato: negli ultimi decenni, infatti, sono state sviluppate importanti innovazioni tecnologiche e sono stati affinati i metodi per ottimizzare i processi organizzativi, gestire gli impatti ambientali e le relazioni con gli stakeholder.

Tali risorse culturali possono diventare utili leve a disposizione delle aziende per trasformare un cambiamento necessario in un’opportunità per conseguire vantaggi competitivi e creare valore condiviso.

 

L’”uomo saggio” di Einstein saprebbe cosa fare.


S. Rossano